Ricostruindo la Storia della mia Famiglia

by Giampiero Cioni

PREMESSA

Quanto leggerete sotto, è l’inizio di una lunghissima lettera, che quando sarò morto lascerò per i miei figli e nipoti, perchè sappiano qualche cosa dei loro progenitori. Penso che possa essere di stimolo per i Cioni nel mondo, ecco perchè voglio condividere con tutti questo inizio piccolissimo della lettera. Mi sono detto: noi siamo una famiglia umile e nessuno parlerà di noi nei giornali o libri di storia, ma il nostro percorso terreno i miei nipoti lo devono conoscere, con le sue gioie e dolori.

Questa lettera è stata iniziata nel 2007, non è completa, perchè secondo il mio stato d”animo mi sono più volte interrotto. Oggi ho 75 anni, siamo nel 2013, e mi chiedo se riuscirò a finirla. Però è completa dei dati essenziali della famiglia. Comunque mi sembra una buona idea per gli altri Cioni nel mondo.

Giampiero Cioni da quel di Firenze

Dopo varie ricerche, anche all’archivio di Stato su documenti alluvionati, sono finalmente certo che Cioni GiovanBattista (calzolaio) si sposò con Giani Maria (cappellaia), nella prima metà del 1800.

Sono riuscito a risalire al nome paterno di GiovanBattista, che era Ferdinando, ed al nome paterno della moglie Giani Maria che era Giuseppe.

So che GiovanBattista e Maria Giani, ebbero quattro figli, fra cui mio nonno Pasquale-Antonio-Emilio. Siamo circa nel 1860.

Posso ricostruire la nostra storia, solo, da mio nonno, Pasquale-Emilio, nato in Firenze il 05/09/1862 alle ore 09,30, ma registrato all’anagrafe del Comune il sei settembre.

Per quel che ricordo, oppure ho saputo da altri, tutto nasce dall’incontro tra Cioni Pasquale detto Emilio e Magnani Maria.

Non avevo mai capito o saputo perchè mio nonno veniva chiamato Emilio anzichè con il suo primo nome Pasquale.

Mi sono spiegato la cosa solo dopo aver visto l’atto di nascita di mio nonno, il nome del suo padrino o compare di battesimo corrispondeva a Pasquale Chiarini. All’epoca si omaggiava il padrino, forse uomo di successo con il suo nome, però nella pratica quotidiana si chiamava i figli come volevano i genitori, o con dei soprannomi.

All’epoca, fine ottocento, usava molto chiamare le persone con dei soprannomi. Una persona elegante, sempre con i capelli a posto, pulito e gagarone, veniva appellato con “Bob”, oppure “il bellone”.

Al momento della loro unione nonno Emilio aveva 49 anni, era uno scapolo impenitente. Forse un cacciatore di mogli altrui, ma è una mia malignità.

Faceva il fiaccheraio in Firenze, ma era spesso in quel di Montelupo Fiorentino,vicino ad Empoli, ove viveva suo fratello Memo..

Aveva due fratelli ed una sorella, certa Ida che si sposò in quel di Genova.

Dei due fratelli, Gulielmo detto Memo, era residente a Montelupo, ed era quello gli procurava i cavalli alla necessità, ed è stato in maggior contatto con la famiglia di Emilio e Maria.

L’altro fratello, Giovanbatta, è stato il padre di Giovanni, detto Bistino. Bistino, morto nel pieno della maturità, a sua volta ebbe due figli, Patrizio ed Enio.

Patrizio morì giovane, non credo abbia toccato i cinquanta anni. Mentre Enio lo avete conosciuto anche voi. Non so se ricordate,da piccoli, ci fatevate il bagno nel mare di Quercianella assieme alla moglie Maria, detta Cici.

Mi fermo quì per non annoiare i CIONI nel mondo, ma stimolarli

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