Studi fotografici a Empoli tra XIX e XX secolo Fausto ed Emilio Cioni

by Elisa Boldrini

Come è facile oggi scattare una foto e condividerla in tempo reale con un’infinità di followers? L’avvento del digitale, il web e le moderne tecnologie informatiche hanno ampliato ulteriormente la diffusione della fotografia più di quanto non lo fosse alla fine del secolo scorso.

Ma se oggi, nella bulimica produzione di immagini che caratterizza la nostra società, basta premere un tasto ‘virtuale’ dal nostro smartphone o tablet per fermare un momento che riteniamo indimenticabile e metterlo a disposizione di una comunità quasi illimitata, occorre ricordare che non è sempre stato così. I nostri avi dovevano infatti confrontarsi con supporti fotosensibili in vetro o metallo, macchine da ripresa decisamente poco portatili e carte da sottoporre a complessi bagni di acidi e lenti processi di asciugatura. Una pratica quella fotografica, dunque, sospesa tra chimica e arte, che ha faticato non poco per divenire alla portata di tutti.

Probabilmente non tutti sanno che Empoli ha ricoperto un ruolo importante nella storia della fotografia professionale dell’epoca successiva al collodio reggendo il confronto con città come Milano e Roma.

Empoli. Santuario della Madonna del Pozzo.Ed. F.lli Cioni e P. Cantini – Empoli 8915 (coll. P. Lari), 9×14 cm., recto, non viaggiata

Nel nostro viaggio alla riscoperta degli studi fotografici empolesi dell’inizio del secolo scorso incontriamo oggi fratelli Fausto (Faustino, Empoli, 1872 – 1934) ed Emilio Cioni (Empoli 1870 – Livorno 1941), che mossero i primi passi nel mondo della fotografia insieme a Parisio Cantini.

I fratelli Cioni lavorarono assiduamente per quindici anni «nella celebre fabbrica di Raffaello Dringoli» che, come ricordiamo, produceva carte e lastre fotografiche. Nello stabilimento del Dringoli, poi meccanizzato dal suo successore, da identificare con ogni probabiltà nell’avvocato Antonio Del Pela di Castelfiorentino, cofondatore della Società Storica della Valdelsa, i Cioni ebbero modo di apprendere i primi rudimenti nella preparazione di emulsioni fotosensibili per i materiali da ripresa e stampa. Anteriore al 1897 fu la costituzione di una ditta con l’empolese Parisio Cantini per la realizzazione di materiali fotografici.

Per reclamizzare i propri prodotti la ditta Cioni e Cantini invitò la Società Fotografica Italiana di Firenze a testare i prodotti di punta della fabbrica, le lastre allo iodiobromuro d’argento Fin de siècle ed extrarapide, che ottennero giudizi abbastanza positivi (1898) mentre «eccellente sotto tutti i riguardi» risultò la carta al citrato d’argento. Nel 1898 la ditta affiancò importanti case produttrici di materiali fotografici, come le milanesi Cappelli e ‘Ganzini e Namias’, all’Esposizione Nazionale di Torino. L’anno successivo la ditta empolese partecipò all’Esposizione nazionale e internazionale di fotografia di Firenze, che vide la presenza dei più celebri esponenti del pittoricismo fotografico (Stieglitz, Demachy, Robinson) e una nutrita rappresentanza dei fotoclub europei, dove fu premiata con una medaglia di argento di secondo grado nella sezione industriale.
piazza garibaldi

Empoli. Piazza Garibaldi. Ed. F.lli Cioni e P. Cantini – Empoli 8904 (coll. P. Lari), 9×14 cm., recto, non viaggiata.

La ditta Cioni e Cantini era poi impegnata nella stampa di cartoline postali illustrate, allora molto utilizzate in ambito turistico e nella corrispondenza privata, che oggi rappresentano dei documenti di primaria importanza per ricostruire l’immagine del passato della nostra città. La ditta produceva anche carta fotografica con il verso prestampato per la spedizione postale per privati e studi professionali.

Tra Otto e Novecento il nome dello stabilimento empolese è presente nelle inserzioni del «Bullettino della Società fotografica italiana» e nelle voci dell’«Indicatore generale della città e provincia di Firenze». Probabilmente intorno al 1907 si colloca la rottura del sodalizio tra i Cioni e Parisio Cantini in seguito al quale i due fratelli sono obbligati da una sentenza del tribunale di San Miniato a presentarsi al pubblico con la nuova denominazione di “Fratelli Cioni successori della ditta F.lli Cioni e Parisio Cantini”, con la quale risultano titolari di uno studio fotografico posto in via Mazzini, presso il ponte sull’Arno. Pur continuando ad occuparsi di fotografia i due fratelli gestiscono in società con l’officina di biciclette Arrighi e C. il servizio automobilistico tra Empoli e Montecatini, attivo giornalmente e con regolare emissione di biglietti negli anni 1913-1915. Nelle pagine dell’«Indicatore» la ditta Cioni è registrata simultaneamente all’attività dei singoli fratelli che risultano titolari di due distinte rivendite di materiale fotografico, una posta in via Leonardo da Vinci e l’altra in via Fucini documentata, quest’ultima, fino ad oltre la metà degli anni ’30 del Novecento.

Ref: Amici dell'Archivio Storico di Empoli (http://www.empoliestoria.it/?p=224)

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